Descrizione
Dalle mazurche ai tanghi, dai grandi successi degli anni
Cinquanta fino ai brani degli anni Ottanta. È partito dal
repertorio della The Bati’s Band lo spettacolo che ha
animato la serata promossa dal Comitato Festa
Annunziata, costruito attorno alla musica e alle voci di
diversi interpreti.
L’idea è nata quasi naturalmente dall’attività della Bati’s
band, che da anni accompagna la novena di Natale e che,
accanto al repertorio bandistico, conserva un ampio
patrimonio di ballabili.
Da qui è nato un progetto cresciuto edizione dopo edizione.
I musicisti hanno messo a disposizione il proprio repertorio
e coinvolto diversi interpreti, lasciando loro la possibilità di
scegliere una canzone tra quelle conosciute dalla band. Il
risultato è stata una scaletta che attraversa più generazioni
della musica italiana e internazionale.
Sul palco si sono alternati diversi cantanti, ciascuno con il
proprio brano, accompagnati dalla The bati,s Band.
Una formula volutamente lontana dalla ricerca della
performance professionale: l’obiettivo è quello di suonare
insieme e divertirsi, tanto per chi è sul palco quanto per chi
ascolta.
A tenere insieme i diversi momenti della serata è stato
Massimo Surace, che negli anni è passato dal ruolo di
musicista a quello di presentatore della band. Una scelta
nata dopo averlo visto all’opera proprio sul palco: la sua
capacità di introdurre i brani, dialogare con gli interpreti e
coinvolgere il pubblico lo ha portato a diventare una
presenza stabile dello spettacolo. Anche in questa edizione
Surace ha accompagnato la serata collegando le diverse
esibizioni con interventi e presentazioni.
Accanto ai musicisti della band hanno inoltre suonato, in
questa occasione, Daniele Caratozzolo alla tromba e Gio
Zappia al basso.
La The Bati’s Band porta con sé anche una storia
particolare, racchiusa nel suo stesso nome. “The Bati’s
Band”, infatti, è una denominazione coniata più di
vent’anni fa e richiama l’idea dell’“orchestrina
dell’Abbate”, in omaggio a monsignor Francesco Zappia,
che ha voluto e sostenuto nel tempo l’attività dell’orchestra
durante la novena di Natale.
Una serata nata, quindi, da un repertorio costruito negli anni
e diventata nel tempo un appuntamento capace di mettere
insieme musicisti, cantanti e pubblico attorno a canzoni che
continuano a farsi ascoltare, cantare e ballare.
Cinquanta fino ai brani degli anni Ottanta. È partito dal
repertorio della The Bati’s Band lo spettacolo che ha
animato la serata promossa dal Comitato Festa
Annunziata, costruito attorno alla musica e alle voci di
diversi interpreti.
L’idea è nata quasi naturalmente dall’attività della Bati’s
band, che da anni accompagna la novena di Natale e che,
accanto al repertorio bandistico, conserva un ampio
patrimonio di ballabili.
Da qui è nato un progetto cresciuto edizione dopo edizione.
I musicisti hanno messo a disposizione il proprio repertorio
e coinvolto diversi interpreti, lasciando loro la possibilità di
scegliere una canzone tra quelle conosciute dalla band. Il
risultato è stata una scaletta che attraversa più generazioni
della musica italiana e internazionale.
Sul palco si sono alternati diversi cantanti, ciascuno con il
proprio brano, accompagnati dalla The bati,s Band.
Una formula volutamente lontana dalla ricerca della
performance professionale: l’obiettivo è quello di suonare
insieme e divertirsi, tanto per chi è sul palco quanto per chi
ascolta.
A tenere insieme i diversi momenti della serata è stato
Massimo Surace, che negli anni è passato dal ruolo di
musicista a quello di presentatore della band. Una scelta
nata dopo averlo visto all’opera proprio sul palco: la sua
capacità di introdurre i brani, dialogare con gli interpreti e
coinvolgere il pubblico lo ha portato a diventare una
presenza stabile dello spettacolo. Anche in questa edizione
Surace ha accompagnato la serata collegando le diverse
esibizioni con interventi e presentazioni.
Accanto ai musicisti della band hanno inoltre suonato, in
questa occasione, Daniele Caratozzolo alla tromba e Gio
Zappia al basso.
La The Bati’s Band porta con sé anche una storia
particolare, racchiusa nel suo stesso nome. “The Bati’s
Band”, infatti, è una denominazione coniata più di
vent’anni fa e richiama l’idea dell’“orchestrina
dell’Abbate”, in omaggio a monsignor Francesco Zappia,
che ha voluto e sostenuto nel tempo l’attività dell’orchestra
durante la novena di Natale.
Una serata nata, quindi, da un repertorio costruito negli anni
e diventata nel tempo un appuntamento capace di mettere
insieme musicisti, cantanti e pubblico attorno a canzoni che
continuano a farsi ascoltare, cantare e ballare.