Descrizione
Una serata intensa, partecipata e carica di riflessioni quella che si è svolta ieri 9 maggio a Castellace, nei locali adiacenti alla parrocchia di Maria Santissima Assunta, dove è stato presentato il libro di Don Natale Ioculano dal titolo “… Ed io che non amavo il mare…”.
L’incontro, organizzato dal parroco Don Antonello Messina, ha visto una numerosa partecipazione della comunità e ha offerto ai presenti l’occasione di conoscere più da vicino l’esperienza umana e pastorale vissuta da Don Ioculano nel porto di Gioia Tauro.
Attraverso le letture curate dal Circolo dei Lettori Nostos, è emerso fin da subito il profondo valore sociale dell’opera, che accompagna il lettore in un viaggio nel mondo dei marittimi, spingendo a riflettere sulla capacità di superare i propri limiti e affrontare le proprie paure.
A dialogare con l’autore sono stati l’avvocato Domenico Randazzo, l’avvocato Giuseppe Rugolo e la professoressa Maria Surace, anch’essi membri del Circolo dei Lettori Nostos, che hanno accompagnato il pubblico dentro le pagine del libro e nelle esperienze vissute dall’autore.
Nel corso dell’incontro, Don Natale Ioculano ha raccontato la genesi dell’opera, iniziata durante il periodo della pandemia. In quegli anni era parroco a Galatro e, grazie all’incoraggiamento dell’avvocato Scozzarra e di Umberto Di Stilo, le prime pagine del manoscritto hanno preso forma fino alla pubblicazione.
Il libro racconta l’avventura di un uomo davanti ad un mondo inizialmente sconosciuto, quello del mare e dei marittimi, diventato poi parte profonda della sua vita e del suo ministero. Un percorso nato dalla paura e trasformato, col tempo, in amore e dedizione.
Il racconto prende avvio con la nomina di Don Natale, da parte dell’allora vescovo Monsignor Luciano Bux, a parroco della parrocchia San Fantino di Taureana di Palmi e, successivamente, nel 2005, come primo sacerdote della Cappella del porto di Gioia Tauro.
Un’esperienza intensa, ricca di incontri ed emozioni, proseguita fino alla Pasqua del 2012, quando Don Ioculano ha iniziato il servizio presso la Conferenza Episcopale Italiana come Direttore Nazionale dell’AMI.
Nel suo intervento conclusivo, Don Natale ha ricordato come “dal porto di Gioia Tauro passino, nel totale silenzio, circa 90 mila marittimi l’anno” sottolineando l’importanza di dedicare attenzione e tempo a chi vive lontano dai riflettori. “Non c’è niente di impossibile: quello che è impossibile all’uomo è possibile a Dio”, ha affermato.
L’evento è stato arricchito dagli intermezzi musicali alla chitarra del dottore Antonino Coletta e dalla voce di Caterina Calluso.
La serata si è conclusa con la consegna di una targa a Don Natale da parte del sindaco e dell’Amministrazione comunale. Il sindaco Giuseppe Morizzi e l’assessore alle Pari Opportunità Maria Grazia Scalea hanno ringraziato l’autore per aver donato alla comunità un momento di profondo accrescimento umano, culturale e spirituale.